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Premio Marche 2018, Ascoli Piceno (Italy)

 

Titolo dell’opera – Re-Cyclades II

Materiale – Marble,  h- 53 cm.

Artista Genti Tavanxhiu
Descrizione dell’opera: Composta da 3 elementi ellittici sui quali una più grande che ferma la composizione con una massa materica leggermente sospesa e da la possibilità di trasmettere un senso di armonia e eleganza che danzano in un gioco di luci e ombre per poi dileguarsi sul basamento della scultura e chiudere cosi la composizione in un unico corpo.

Il Premio Marche 2018 è rivolto agli artisti operanti nella regione Marche, per il riconoscimento degli autori affermati e di artisti giovani con spiccate qualità tecniche e poetiche. L’edizione del 2018, a vent’anni dall’ultima, torna ad essere la celebre Biennale d’Arte Contemporanea marchegiana. L’ evento è stato organizzato dall’Amia, associazione marchigiana iniziative artistiche. La mostra degli artisti invitati e selezionati, inaugurata il 17 novembre 2018 rimarrà aperta fino al 31 gennaio 2019, al Forte Malatesta di Ascoli Piceno.

Pavilion of Albania “HAPËSIRA ZERO SPACE” Arsenale, Venice, Italy 2018

 

The Albanian Pavilion opens its comfortable doors, full of colours, sounds, scents and shades of Tirana, in the 16th International Biennale of Architecture! Tirana’s “ZeroSpace”, where cosmos and chaos are fused with no predetermined contact point, is presented in this installation through a sensorial experience created by composing elements that aim to include all the senses and guide the visitor in a journey perceiving the free space and true essence of the city. The concept behind the installation encompasses a transversal movement: urbanisation of the world – as an important aspect of globalisation – with the utopias and dystopias that it produces. Societies are born, transformed, developed, trying increasingly to become integrated among “places” or “non-places”, while instruments that control their interaction constantly strengthen. These spaces are intertwined into urban contexts where anthropological spaces swap places with instrumental non-contextual ones created by an almost-contractual relationship. We live in a time when people cannot move their surplus of human development towards “no man’s land”. On the other hand, the moving of people is causing “urban congestions” exactly because modernisation is not anymore, a privilege of only a part of the world. The Albanian Pavilion transforms itself into a gravitational centre that pulls on utopias – those utopias that have the human experience-by-architecture in their core. The Biennale can be the pretext for a tribute to a city that though runs normally towards its modernisation and transformation into a “Generic City”, jealously preserves its bottom-up antibodies-elements that still foster it from becoming “Junkspace”. Tirana has no resemblance to a “non-place” or “Utopia” (claimed by Thomas Moore as the definition of an imaginary place, a metaphysical one, that does not exist in reality), but in our interpretation, we intentionally shift it into another ancient Greek word “Eutopia” – a good place, a place that makes you feel good, makes you visit it, experience it. It is by this phenomenal diptych that we introduce our Eutopian Tirana.The public is therefore engaged with its sounds, shadows, lack of perception of the verge, but at the same time free to create the space and modify the physical configuration of the pavilion. Intentionally or not, the public becomes not only a spectator but also the protagonist creating a spatial form, growing cognitively into a tourist, or even more a citizen of Tirana.

“Hapësira zero” është projekti shqiptar që përfaqëson vendin në Bienalen Ndërkombëatare të Arkitekturës që po zhvillohet në Venecia në Itali. Elementët, pjesë e ekspozitës janë portat e shtëpive të hershme tiranase, si një akt i kalimit nga e njohura tek e panjohura; nga e kaluara tek qyteti evropian. Portat e mëdha e të vjetra të Tiranës, shtëpitë si pjesë e urbanistikës së qytetit janë tashmë pjesë e Bienales së Venecias. Portat në kultura të ndryshme, konsiderohen si akti i “kalimit të pragut”, ajo e bashkimit me një botë të re, dhe njëkohësisht porta përfaqëson ndarjen dhe komunikimin e dy ambienteve, jo thjesht si mjet identifikues i kufijve të hapësirës ndërmjet një ambienti të brendshëm apo të jashtëm dhe anasjelltas, por edhe si kalim mes dy nivelesh: e njohura dhe e panjohura, hyjnorja dhe njerëzorja. Kjo është arsyeja që janë zgjedhur portat si element për të shpjeguar Tiranën; karakterizuar nga prezenca e shumë dyqaneve, punishteve, kafeneve, të pranishëm kudo nëpër qytet dhe pothuaj 24 orë në shërbim të qytetit.

 

ALBANIA – HAPËSIRA ZERO SPACE . Alla sua quinta partecipazione alla Biennale di Architettura di Venezia, l’Albania rilegge il tema Freespace concentrandosi sulla “liberazione dello spazio a livello zero” nella città di Tirana. I visitatori possono misurarsi con un’installazione “multi-livello e multi-sensoriale”, alla scoperta dello spazio libero e dell’essenza della capitale albanese. Lasciato libero di modificare la configurazione visiva dell’intervento, il pubblico può dunque diventare “il protagonista interattivo della forma della città”. La serie di porte di questa presentazione delinea il passaggio tra l’interno e l’esterno nell’urbanistica contemporanea della capitale albanese, che oggi è caratterizzata da molti bar, locali, negozi, presenti in ogni angolo della città. “Zero Space” riveste un ruolo sociale che viene reso possibile dalla presenza di piccoli abitazioni e negozi. Gli abitanti di Tirana, infatti, progettano le loro vite tra la sicurezza del piano terra della città dove loro interagiscono liberamente l’un con l’altro, portandosi in uno stretto legame con il territorio, il quale nel caso di una città si può tradurre con gli spazi intorno alle abitazioni, nello ‘spazio zero’.

Commissioner: Mirela Kumbaro, Minister of Culture of the Republic of Albania.

Curator: Elton Koritari. Exhibitor: VARKA Arkitekturë, commonsense.studio, Fablab Tirana.

The team Team Leader_ Dorian Tytymçe – Architect

Jurtin Hajro, Architect

Florian Pollo, Architect

Enri Leka, Model Maker/Architect in the making

Fiona Mali, Architect

Genti Tavanxhiu, Artist / sculptor

Jonid Koritari, Audio Artist

Artemis Hajdini, Video Artist

Laedia Hajdari, Snenographer Artist

Mirjana Pali, Cultural Mediator

Eni Molla, Content Manager

Egin Zeka, Urban planner

#biennalearchitettura2018 #Freespace #HapesiraZeroSpace #TiranaZeroSpace #Albania

VI Biennale d’Arte Contemporanea “Casoli Pinta” ad Atri (TE), Italy . 2017

Genti Tavanxhiu  – Test 17 , 50 cm Acryl on Paper 2017

 

Biennale nazionale di pittura murale “Casoli Pinta” 2 – 17 Settembre 2017 , organizzata dall’associazione culturale Castellum Vetus in collaborazione con

il Comune Atri.

 

La Sposa – Rivista d’arte e fatti culturali UT . nr 57 / 2016

 

L’Arte : che fatica !
Di fronte a una scultura classica o moderna , tutti noi anche i più esperti , ci poniamo con estremo imbarazzo, quasi timore intriso di rispetto prim’ancora di un giudizio estetico .
come avrà fatto l artista a modellarla con ausilio del solo scalpello ? quali talenti occorrono nello svelare la figura immersa nella grezza e inanimata pietra ?
oggi penseremo che non sia solo ‘ frutto di braccia ‘ ; c’è di mezzo tanta tecnologia e strumenti meccanici che facilitano e accelerano la produzione artistica di una scultore . Ma è sempre fatica vera !
La scultura , nella classifica delle arti, è posta al secondo gradino.
prima c’è la pittura che comprende discipline come il disegno, l’incisione , alcuni scrivono, anche la grafica digitale . Ma ognuno può e deve farsi una classifica propria , per passione , interesse ed emozioni ricevute o espresse da qualsiasi opera d’arte , sia visiva che intellettuale. forse meglio non farla ?

Genti Tavanxhiu è uno scultore puro , che con le mani e qualche strumento aggiornato, affronta la pesantezza della pietra per farne creativamente un’ immagine da accarezzare e osservare a 360 gradi. Ma qui , lui, non potendo proporci una ben che minima scultura , ci regala, per inverso, una figura diafana , eterea. Hemera , importane figura mitologica, è la perfetta interpretazione della sposa che solo il giorno , cioè lei stessa, può rivelarci in tutta la sua bellezza ,. Una donna nell’ ‘ interno di prepararsi, perché di lì a poco varcherà la fatidica soglia di una chiesa .

Francesco Del Zompo

Soffio.. travertine h 110 cm . San Benedetto del Tronto, Italy 2017

Scultura viva si svolge ogni anno, con un duplice obbiettivo. Il primo è quello di consentire al pubblico di “vivere e diventare spettatori privilegiati ” durante la nascita e lo sviluppo di un’opera d’arte scultorea, seguendone tutte le sue fasi. Il secondo è quello di realizzare una vera e propria galleria d’arte all’aperto lungo la passeggiata del molo sud. L’ evento rappresenta un momento di alta creatività artistica dove ogni anno vengono invitati alcuni scultori che realizzano una loro opera d’arte trasformando cosi Molo sud in una Galleria d’Arte all’ aperto, una vera raccolta di sculture in travertino.
Quest’ anno è stato invitato a partecipare l’artista Genti Tavanxhiu che realizzerà, l’opera “Soffio”.
Genti è conosciuto a San Benedetto per essere l’autore del bellissimo monumento a Monsignor Sciocchetti, soprannominato “la vela” e per aver vinto diversi concorsi internazionali di scultura .lui è il vincitore di altri due premi a San Benedetto del Tronto : primo premio Concorso BIM, Arte Insieme -Collettiva di Artisti Sensibili 2016, ed il primo premio del Concorso internazionale di Scultura organizzato dal Museo della Pietraia dei Poeti nel 2014
Il Progetto “Soffio” è realizzato dall’ artista in travertino alto 110 cm .
L’artista spiega cosi la sua neoscultura – Secondo il mio pensiero la forma è relata ad un idea che alloggia nelle camere della mente , e con tempo e le esperienze emerge diluita e pronta per la fusione con la materia . La mia tende ad una sensibilità tinta di codici astratti della bellezza a volte indefiniti, che si comportano come esseri danzanti, mossi dalle correnti .

 

 

 

 

Art Exhibition , Italy 2017

Dal  03-18 giugno  2017 si terrà presso la sede della Palazzina Azzurra una mostra  collettiva  di  artisti internazionali  che partecipano alla 21 ° edizione di Scultura Viva, San Benedetto del Tronto, Italia.

In questa esposizione  l ‘artista Genti Tavanxhiu  mostra  per la prima volta le sue opere di pittura, dove i colori e la forza d’autore si distinguono andando in ‘armonia con le forme delle sculture da lui presentate.

Le opere, per le sue contenuti dimensioni, vogliono  stimolare non solo la vista ma anche il tatto, infatti le cavità le sporgenze e la diversa lavorazione delle superfici creano non solo variazioni cromatiche ma anche sensazioni tattili che possono essere percepite dalle persone con disabilità visive.

La genialità dell’artista risiede nella sua capacità di rinnovare costantemente il suo linguaggio plastico che prende spunto dagli archetipi della cultura del passato che vengono rielaborati ed interpretati in chiave moderna e, come dice Stefano Papetti: “…Nascono così delle sculture capaci di suggestionare l’osservatore e di farlo riflettere sui misteri del creato, superando d’un balzo il vortice di suggestioni effimere suggerite dalla contemporaneità..

L’artista preferisce lavorare la  pietra per realizzare le sue sculture ,  poiché questo materiale è costante nel tempo, rappresenta la concretezza e tiene energia positiva. È evidente che la realizzazione di ogni idea in materiale solido richiede lunga esperienza.

Tavanxhiu artisticamente, usa  una forma pura. Il suo stile si esprime in un linguaggio astratto con tendenze minimaliste, a volte usando i simboli e le linee, con effetto immediato, pur mantenendo la semplicità delle forme. Forza impiegata  nei  rapporti tra  i piani costruiscono una caratteristica del suo lavoro  per avere una forma di espressione che si differenzia ogni volta. Egli non crede nelle coincidenze, ma è convinto che ciò che egli esprimerà attraverso l’arte è il risultato di un pensiero maturo e logico.

I viaggi sono una grande opportunità per la crescita, per aprire la mente, il contatto con il mondo, con le persone, con le situazioni strane, sono importanti per avere una visione su scala globale e di maturare  il suo linguaggio di creatività . Istruzione in diversi paesi ha plasmato la sua performance artistica come genere ibrido. La sua creatività nasce da tutta questa quantità di energia accumulata, appaiono a poco a poco formando uno stile con un look di astrazione espressiva, un linguaggio indiretto. Gli elementi che lo fanno hanno espressione influenza internazionale da tutte le culture, perché le radici di studi basati sulla psicologia umana.

Genti è conosciutissimo a San Benedetto per essere l’autore del bellissimo monumento a Monsignor Sciocchetti, soprannominato “la vela”, che domina maestoso l’ultimo tratto del MAM e per aver vinto diversi concorsi internazionali di scultura.

Negli ultimi 20 anni ha partecipato ad importanti mostre e concorsi nazionali ed internazionali , ottenendo diversi primi premi .

L’ultimo 1° premio  lo ha vinto nel simposio-concorso di Teheran, in Iran. Organizzato ogni anno dal Comune di Teheran, il simposio si propone di aiutare abbellire la città e l’ambiente urbano e di familiarizzare i cittadini con il moderno processo di creazione dell’arte visiva.

Non è la prima volta che vince il primo premio . Tavanxhiu è il vincitore di  altri due premi  : primo premio Concorso  BIM,  Arte Insieme -Collettiva di Artisti Sensibili 2016, ed  il primo premio del Concorso internazionale di Scultura organizzato dal Museo della Pietraia dei Poeti di San Benedetto del Tronto 2014

Tavanxhiu è   il direttore dell’AIESM (Associazione Internazionale Eventi di Scultura Monumentale) in Albania e agente in Italia, nonché membro di ISSA (International Sculpture Symposium Alliance) a Tongling, Cina.

Genti Tavanxhiu è uno degli albanesi d’Italia, noto per i suoi successi nel campo della scultura monumentale, stimate in mostre di congressi nazionali ed internazionali.

Tavanxhiu ha organizzato, coordinato e diretto otto simposi internazionali di scultura a Korça (Albania), uno a Elbasan (Albania) e tre simposi in travertino, a Spinetoli (Italia) e per la prima volta nella storia dell’Albania, organizza il Symposium di Architettura approvato dal Governo e dal Ministero della Cultura Albanese.

Inoltre ha partecipato a numerosi simposi internazionali e le sue sculture monumentali sono presenti in molti luoghi pubblici in USA, Albania, Germania, Spagna, Portogallo, Svizzera, Italia, Francia, Romania, Montenegro, Cipro, Turchia, Emirati Arabi Uniti, Cina, Giappone, Egitto, Siria, Iran, Israele e Taiwan.

La sua carriera quest’anno va avanti, dove l’iniziativa di Taiwan, Lussemburgo, Cipro, Cina.

Blerina Mali

 

                                              

 

 

Principium, stone h 26 cm.2016 First Prize .Sculpture Exhibition , Italy 2016

Arte Insieme 2016 – Collettiva di Artisti Sensibili

[PRIMO CLASSIFICATO CONCORSO BIM] – Genti Tavanxhiu, nato nel 1973 a Scutari (Albania), ha stabilito il suo atelier di scultura personale in Italia dal 1993. E’ responsabile AIESM (Associazione Internazionale Eventi di Scultura Monumentale) in Albania e agente in Italia, nonché un membro ISSA (Simposio Internazionale di Scultura Alliance) a Tongling (Cina). Negli ultimi due decenni, ha fatto parte di importanti mostre nazionali ed internazionali ed ha ricevuto numerosi premi. Ha organizzato, coordinato e diretto sette simposi internazionali a Korça (Albania), uno in Elbasan (Albania) e tre Simposi in travertino, a Spinetoli (Italia). Le sue sculture monumentali sono presenti in molti luoghi pubblici e collezioni private in USA, Albania, Germania,S iria. Spagna, Portogallo, Svizzera, Italia, Francia, Romania, Montenegro, Cipro, Turchia, Emirati Arabi Uniti, Cina, Giappone, Egitto, Iran, Israele e  Taiwan.

Sculpture Exhibition , Stone City , Bergamo , Italy 2015

Education in various countries has shaped his artistic work as a hybrid genre. The first art education in Albania and later in Italy begins in the decade of the 80s and 90s. Educating in different countries has formed my artistic performance as a hybrid genre.
About his creation he said : – Working with the solid materials -Such as stone and marble- has been a desire for every passionate artist. had discovered this dreamland in Italy.
It’s obvious that realizing any idea in solid material requires long experience. So my artistic position needed to travel through unknown countries and cultures.
As always, my philosophy of work is begun by balanced aesthetic solution. Avoiding being trivial, obvious or usual, I wanted to introduce my style, an abstract language with minimalist tendencies, sometimes using symbols and lines with immediate impact. The force engaged in their relations with the wider plans has built the characteristics of my work.
The last part of my artistic research is carried out in focus with the Greek mythology.
The theme I have chosen “Nikta & Eberos,” the night and the order in the chaos, helped me to be profounder, maybe even it has created a personal style.
The subject is the “Night” and the other “members” of this big family who live in a house in the “Tartarus”. I have presented them with all the features of their faces using the different media.

In trying to represent the dark side of the human mind, the solutions I have found seem reasonable. Now a part of my own repertoire at this type of research has affected the nature of my work and has created a personal myth.
 
 

Planet X ,1° Prize, Pietraia dei Poeti, S. Benedetto del Tronto, Italy 2014

Stone h 37 cm 2014

L’artista Genti Tavanxhiu con un’opera dal titolo: “P X”, ha vinto il primo premio del Concorso internazionale di Scultura organizzato dal Museo della Pietraia dei Poeti di San Benedetto del Tronto

La scultura fa parte della nuova produzione artistica dello scultore che si caratterizza per la presenza di inserti di pietre colorate .

In questo caso, la lastra di roccia scura orizzontale, inserita nella parte mediana della pietra chiara, costituisce la linea nevralgica da cui si irradia l’energia vitale di tutta l’opera.

L’impostazione prende spunto dalla forma de ” la greca” , che in questo caso viene sviluppata e riproposta all’interno di un prezioso scrigno costituto da due strati di pietra chiara che serrano e sigillano al loro interno una lastra scura simbolo archetipo dell’infinito.

Lo sguardo dell’osservatore è prima attirato a scatti verso la cavità centrale che rappresenta il punto focale, sottolineato dalla pietra nera che taglia ed attraversa tutta l’opera, quindi ritorna verso l’esterno seguendo l’andamento obliquo degli spigoli e le linee generate dall’intarsio.

L’ispirazione di questa scultura ha origine dalla passione dell’autore per le pietre naturali, in particolare, per quelle generate dalla sedimentazione di strati diversi che hanno riempito le spaccature provocate da terremoti, dando vita nel corso dei millenni a rocce policrome.

L’artista ha ricreato una nuova roccia naturale incollando strati di pietra colorati col quale è riuscito, con la sua sapiente tecnica di lavorazione, a scolpire nuove forme che sembrano originate dalle forze della natura.

L’opera, per le sue contenute dimensioni, vuole stimolare non solo la vista ma anche il tatto, infatti le cavità le sporgenze e la diversa lavorazione delle superfici creano non solo variazioni cromatiche ma anche sensazioni tattili che possono essere percepite dalle persone con disabilità visive.

La genialità dell’artista risiede nella sua capacità di rinnovare costantemente il suo linguaggio plastico che prende spunto dagli archetipi della cultura del passato che vengono rielaborati ed interpretati in chiave moderna e, come dice Stefano Papetti: “…Nascono così delle sculture capaci di suggestionare l’osservatore e di farlo riflettere sui misteri del creato, superando d’un balzo il vortice di suggestioni effimere suggerite dalla contemporaneità

“SEDE”, Travertine h 200cm, Cathedral of Rieti. Italy. 2012


Nel 2012, il presbiterio si è arricchito di un’opera d’arte contemporanea, la cattedra vescovile realizzata dallo scultore albanese Genti Tavanxhiu.

Si tratta di una imponente, sobria seduta in travertino rosso dell’Iran ricavata da un monolito abilmente sgrossato e modellato valorizzando appieno le caratteristiche della pietra solida, dai caldi cromatismi, fino ad ottenere un risultato di grande linearità e suggestione: i piani strutturali del manufatto sono essenziali, compatti, lineari, appena impreziositi dalla spirale con cui si concludono le fiancate della spalliera, ispirata alla forma del pastorale del vescovo.   La nuova sede è disposta su un basamento di marmo bianco, in armonia con i cromatismi della pavimentazione del presbiterio.


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