GENTI TAVANXHIU (Aphrodite)


GENTI TAVANXHIU “Aphrodite” Mugla Marble, h. 120, International Sculpture Symposium, 2012, Datça, Turkey. UKKSA Knidos International Academy of Culture and Arts


La scultura, in marmo di Mugla, alta 120 centimetri, è costituita da un semplice parallelepipedo leggermente sghembo, scavato al suo interno da una grande incisione a forma di losanga che avvolge un grande seno. La luce scivola velocemente sulle candide superfici esterne, penetra ed attraversa il blocco di marmo e nel contrasto tra il vuoto ed il pieno fa affiorare in tutta la sua forza estetica il seno, simbolo per eccellenza della bellezza femminile che nella sua forma geometrica idealizzata evoca il canone greco. La scelta di racchiudere il seno all’interno di una struttura basata sul quadrato non è casuale, manifesta da parte dell’autore, la volontà di protezione, di impedirne il contatto e di privilegiare la visione sublime dell’oggetto. L’opera nella sua originale conformazione plastica astratto-minimalista, evidenzia la spiccata sensibilità estetica dell’artista e soprattutto la sua abilità nel saper rivisitare in chiave moderna uno dei miti figurativi della scultura classica greca: la dea Afrodite.

The sculpture in marble from Mugla, 120 cm high, is formed by a simple parallelepiped slightly tilted, carved in its interior from a big incision in an irregular oval shape that engulfs a large breast. The light skims swiftly on the candid surface, penetrates and crosses the marble block and in the contrast of solid and void bursts the esthetic force of the breast, symbol of excellence for the beauty of the female that in its geometric form summons the idealist Greek proportions. The choice of enclosing the breast in an internal structure is based on a square that is not random, the author manifests his desire for protection to prevent contact but gives privilege to the sublime vision of the object. The work in its original abstract –minimalist version, highlights the acute esthetic sensibility of the artist above all in his ability to interpret the modern take on one of the classical Greek myths, the goddess Aphrodite.