CattedraGrande


GENTI TAVANXHIU “Cattedra”  – Red Travertine, h. 200cm, Cathedral of Rieti. 2012, Italy


Già nella scelta del travertino persiano per realizzare il Seggio, si nota da parte dell’autore, la rinuncia all’impiego di materiali effimeri e la preferenza per la pietra ricavata dalla terra, che nel corso dei secoli, in particolare nelle cattedrali del Medioevo, è stata il simbolo concreto della solidità e della certezza della fede cristiana.
L’opera, pur nella sua semplicità strutturale, è stata scolpita dall’artista da un unico blocco di travertino alto 2,10 metri che in origine pesava circa cinque tonnellate. Nella prima fase, l’artista, ha proceduto alla sgrossatura del manufatto, con l’asportazione di circa due terzi del materiale iniziale,
successivamente ha ricavato i piani strutturali che hanno delineato la forma finale.
Infine, per valorizzare l’aspetto funzionale-estetico e il colore caldo del travertino iraniano, ha eseguito sulle superfici a vista, un originale tipo di “graffiato” con l’impiego di abrasivi ed acqua che permette all’opera di catturare la luce ed aumentare la lucentezza del materiale.
Nella sua eloquente semplicità, l’opera, richiama la funzione della antica Sedia episcopale, intesa come oggetto di valenza rituale e simbolica, come il segno più significativo del ministero del vescovo, e come espressione visuale della sua funzione nella chiesa, il luogo dove evangelizza ed insegna, dove amministra e governa. Le ampie forme geometriche del manufatto sono prive di decorazioni, solo sulla parte terminale delle fiancate della spalliera, si nota una incisione a forma di spirale, che richiama l’estremità ricurva del pastorale del vescovo. In questa opera, eseguita per un contesto architettonico ricco di richiami iconografici, si percepisce pienamente “l’arte dello scolpire” dell’artista, intesa come sforzo e fatica nel recuperare antichi mestieri ed abilità, attraverso l’impiego di un materiale duro da lavorare, che si concretizza in un linguaggio plastico originale in cui si fondono in modo armonico elementi moderni e tradizionali della religione cristiana.

Already in the selection of the Persian travertine to create the CATTEDRA, is noticed on the author’s part the denial of using ephemeral materials and the desire to work with stone taken from the earth, which during the centuries particularly in the Middle Ages, has been the true symbol of solidity and assurance of the Christian faith. The work in its simplistic structure, was carved  from  the artist from a single travertine block 2,10 m high that in its beginning weighed around five tons. In  the first phase, the artist, begun the process of sgrossatura disassembling two thirds of the block, following this phase the artist begins to process the final designs.
After, in order to increase the value of functioning aesthetics  as well as the warm Iranian travertine  color scratched on the prime view, an original type of “graffiato” through the abrasive water  that allows the work  to capture the light  and  raise the luminosity of the material.
In its eloquent simplicity, the work recalls the ancient functions of the Episcopal cathedra,  interpreted mirrored as an object of valor and ritual symbolism, as the most characteristic mission of the bishops as well as a visual expression of its function in the church,  the spot that evangelizes, administers and governs.
The large areas of geometric forms are decoratively poor, in the high end there is a spiral view, which reflects the pastoral staff.