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NEWS……

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Eas, Marble

International Sculpture Symposium “Julienne” 5 – 18 Septembre 2016, France … is coming


Fragile, stone h 42 cm. 2016

Fragile, stone.

International Sculpture Symposium Teheran, Apri l- May 2017, Iran … is coming


Ho conosciuto Genti Tavanxhiu alcuni anni fa a San Benedetto del Tronto, quando ha realizzato il monumento che si staglia alla fine del molo, una vela di pietra campita sull’azzurro dell’Adriatico, che con grande semplicità ma anche in modo assai suggestivo evoca l’ esperienza di quanti, per ragioni di lavoro o di vita, hanno scelto di percorrere le rotte che uniscono l’Occidente all’Oriente d’Europa. Le successive prove artistiche dello scultore albanese hanno confermato la sua forza espressiva, affidata ad un segno incisivo e scabro, privo di compiacimenti virtuosistici, ma proprio per questa ragione quanto mai efficace nel trasmettere il risultato di un sofferto dialogo interiore. L’artista rivela un amore profondo per i materiali usati per modellare le sue opere: il travertino, la pietra d’Istria, i rari marmi provenienti da luoghi remoti dell’Oriente vengono scelti anche in ragione di una particolare intonazione cromatica, in grado di suggestionare la resa plastica. Nascono così delle opere capaci di instaurare un dialogo con il contesto naturale o architettonico che le ospita, come mostra la cattedra episcopale del Duomo di Rieti, un austero monolite di travertino rosso dell’Iran modellato come il trono di Ulisse nella reggia di Itaca: l’alto schienale si conclude con una carnosa voluta, elemento che ritorna con linee più mosse anche nella definizione dei braccioli del sedile, dando corpo ad una forma moderna ed arcaica allo stesso tempo, inserita in un contesto decorativo tardo barocco caratterizzato da pannelli in marmi policromi, ornamenti in stucco, altari di elaborata fattura. Le radici della formazione artistica di Tavanxhiu affondano nella cultura figurativa cicladica e greca del periodo arcaico, dalle quali deriva la semplificazione formale, il vigore della resa plastica, l’attenzione a valorizzare le qualità materiche delle pietre usate e la monumentalità delle forme. Certamente altri riferimenti più vicini a noi possono essere rintracciati nelle plastiche di Tavanxhiu, in modo particolare identificabili nel primitivismo che caratterizza le opere di molti artisti del Novecento, da Arp a Moore, ma mi sembra che tali approcci siano più il frutto di una riflessione critica che non il risultato di un interesse sorgivo e spontaneo nei loro confronti. Nascono così delle sculture capaci di suggestionare l’osservatore e di farlo riflettere sui misteri del creato, superando d’un balzo il vortice di suggestioni effimere suggerite dalla contemporaneità. Le opere di Tavanxhiu recuperano dunque il valore morale dell’arte del passato, concepita non soltanto per dilettare ma soprattutto per affermare quei valori etici che sono alla base del vivere civile. È così che l’arte può assumere un intento “politico” e si rende capace di denunciare la povertà di valori della società presente, richiamando alla concretezza del vivere sociale e, nel caso di queste sculture, rappresentando anche un avvertimento ad un più equilibrato rapporto con la natura.

Ascoli Piceno, 9 ottobre 2013

I met Genti Tavanxhiu a few years ago in San Benedetto del Tronto, when he completed the monument rising at the end of the pier, a stone sail set in the blue of the Adriatic, evoking with great simplicity but also in a quite suggestive way, the experience of many, that for reasons of working or living, have chosen to pursue the paths that unite the West to the East of Europe.The following artistic works of the Albanian sculptor have confirmed his expressive strength, entrusted to an incisive and rough sign, without virtuosic complacencies, but exactly for this reason, so successful in transmitting the result of an endured interior dialogue.The artist reveals a profound fondness for the materials used to model his works: the travertine, the stone of Istria, the rare marbles coming from remote places of the East, are chosen also because of reasons of a particular chromatic hue, able to suggest the plastic yield.Works capable of establishing a dialogue with the natural or architectural context that hosts them are thus born, as the episcopal chair of the Duomo of Rieti demonstrates, an austere monolyth of red travertine from Iran, modelled like Odysseus throne in Ithaca’s palace: the high backrest is concluded with an ample volute, an element that returns with softer lines also in the defining of the armrests of the seat, creating a form that is modern and archaic at the same time, inserted in a late-baroque decorative context characterized by polychromatic marble panels, stucco ornaments and elaborated altars.The roots of the artistic formation of Tavanxhiu go deep into the Cycladic and Greek figurative culture of the archaic period, of which derives the formal simplification, the forcefulness of the plastic yield, the attention in increasing the value of the material qualities of the used stones and the monumentality of the forms.For sure other references closer to us, can be traced in the plastics of Tavanxhiu, especially identifiable in the primitivism that characterizes the works of many artists of the 1900’s, from Arp to Moore, but it seems to me that such approaches are more the fruit of a critical contemplation than the result of a pure and spontaneous interest towards them. Sculptures capable of influencing the observer and making him reflect on the mysteries of the created are then born, surpassing the vortex of ephemeral suggestions implied by the contemporaneousness.The works of Tavanxhiu therefore gain the moral value of the art of the past, conceived not only to please, but most importantly to assert those ethical values that are the basis of civil life. It is in this way that art can take a “political” intent and become capable of denoting the poverty of values of the present society, revoking to the concreteness of social living and, in the case of these sculptures, representing also a warning for a more balanced relationship with nature.

Ascoli Piceno, October 9th, 2013

Stefano Papetti

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